Il silenzio della montagna: esperienza emotiva e fotografica
Viviamo in un mondo caotico, dove il rumore attanaglia la nostra quotidianità fino a diventare parte integrante della vita. La montagna, al contrario, ci regala l’esatto opposto.
Il silenzio ad alta quota diventa un rifugio intimo.
È un’atmosfera che ci avvolge e ci rimette al centro, insegnandoci come la frequenza della natura sia per noi un toccasana per l’anima
Riportandoci al nostro centro, liberando la mente dal brusio di fondo, riusciamo ad abbracciare la quiete profonda dei paesaggi montani.
In questo modo esprimiamo al meglio la nostra creatività, viviamo l’attimo presente e ci riconnettiamo profondamente con l’ambiente esterno.

IL SILENZIO DELLA CIMA DEL CATINACCIO
L’importanza del silenzio nella fotografia naturalistica
Il silenzio è la condizione necessaria affinché un fotografo naturalista possa scattare la foto perfetta.
Gli animali selvatici avvertono il minimo fruscio e tendono a scappare: la fauna è diffidente nei confronti dell’uomo e si mostra soltanto quando si sente al sicuro.
Per questo motivo, un ambiente tranquillo e privo di rumori è fondamentale per poter sperare in un incontro ravvicinato con l’obiettivo.
A volte il semplice camminare rischia di rompere questo delicato equilibrio.
Le foglie frusciano sotto gli scarponi, le rocce e i ciottoli rotolano al nostro passaggio, il solo muoversi nello spazio genera un impercettibile rumore: per superare questo ostacolo, un bravo fotografo sa che deve risultare invisibile, restare immobile e concentrarsi sul momento.

La dimensione sensoriale della montagna
In montagna, il silenzio si trasforma in una dimensione reale. Diventa uno spazio vuoto con il tempo sospeso, dove tutto appare ovattato e amplificato.
Prestando la massima attenzione, la natura si rivela attraverso suoni impercettibili:
– il battito nitido delle ali degli uccelli in volo;
– la delicatissima vibrazione dei fili d’erba smossi dal calpestio delle formiche;
– il movimento sussurrato dei fiori accarezzati dalle api.
Se impariamo ad ascoltare, sentiremo anche il suono profondo del silenzio che cura le nostre parti ferite. Dal punto di vista emotivo, è quanto di più dolce ci possa accadere. Questa è l’esperienza più importante della vita: attraverso la fotografia, recuperiamo e riviviamo per sempre quel momento così particolare.
Articolo scritto da:
Jessica Molinaro, per
Alchi Team