Intervista dietro l’obiettivo: Carlo Maulé verso una vita nuova

Carlo ha 55 anni, è un ex soccorritore.
Per amore ha mollato tutto e ha ricostruito la sua vita in Romania.
Senza obblighi, senza fretta,dove il rispetto vige come regola ufficiale e la vita appare ancora “come eravamo noi 30 anni fa”.
Carlo ci racconta che l’origine della sua passione ha radici lontane.
Lo zio ha sempre una macchina fotografica al collo, ama la lettura e sprona il nipote a coltivare le sue stesse passioni.
Lo fa incuriosendolo poco a poco, portandolo in camera oscura la domenica mattina, spiegandogli come funziona il processo di sviluppo fotografico, insegnandogli una lezione che nella vita dovremmo apprendere tutti: guardare il mondo con occhi nuovi.

C’é un momento nella vita dietro l’obiettivo che lo ha emozionato.
In cittá. Una radura tra le case, dove la vita scorre nel traffico e il tempo sembra ancora troppo veloce e disinteressato.
Carlo affina lo sguardo, vede un gheppio appollaiato su un paletto.
E da quel giorno capisce che la cittá, cosí apparentemente umanizzata, in realtá é uno scrigno per chi sa guardare.
I muri di cemento hanno un significato diverso oggi, perché é lí che la Natura ha custodito,
nascondendolo in bella mostra, il suo segreto piú prezioso: la meraviglia inaspettata.
Non sempre peró la meraviglia é la sua strada.
A volte torna a casa con la scheda vuota, non scatta e non fotografa e la passeggiata con il suo cane diventa un’uscita divertente, un momento di svago e di piacevole tranquillitá.
Carlo, nato in Trentino, ci insegna che i dettagli contano più di ogni altra cosa.

Imparare a immergersi nell’ambiente, tra i boschi e i sentieri, è fondamentale per questo ama la natura e odia la sua inflazione.
L’Ai che arriva dove l’occhio non può vedere, inventando immagini che, a volte, sono più apprezzate di quelle reali.
Per Carlo la chiave di tutto? Il Rispetto.
Delle distanze, dei tempi, dei territori.
Saper rinunciare, a volte, è imprenscindibile per l’armonia.
Su Alchiteam ci dice: “Ero solo un follower, poi Alessio mi ha chiesto di farne parte”
articolo di Jessica Molinaro
